E' disponibile in tutte le librerie il mio romanzo "Matilde", sulla vita e le vicende di Matilde di Canossa, donna eccezionale del nostro Medioevo - edizioni Piemme.

qualche parola su di me

Non è facile spiegare in poche parole chi sono. Vorrei raccontarvi le mie gioie, i miei dolori, i desideri, i rimpianti, i sogni.Potrei dire che sono una ragazza come tante altre, ma non è così. Potrei intrattenervi con i racconti delle tante iniziative intraprese e delle numerose persone importanti che ho conosciuto, ma non mi sembra giusto. Allora cercherò di mostrarmi nel modo più semplice: raccontando la mia storia dall’inizio.

Era una fredda e piovosa mattina, quella del 2 giugno 1986, quando io volli nascere a tutti i costi anche se era ancora troppo presto; la mamma era ricoverata in ospedale già da tre giorni e i medici cercavano di fermare le contrazioni, ma evidentemente io avevo già molta fretta. E questa è la prima cosa: io ho sempre fretta di fare tutto subito. Da questa nascita prematura sono venuti i primi problemi, accresciuti in seguito dalla lussazione all’anca dovuta a mancanza dell’acetabolo.

Non riuscivo a camminare come gli altri bambini, le mie gambe non ne volevano sapere di stare in piedi, e tutto il corpo era debole e fragile, ma la mamma non si è mai arresa, e non ha permesso che lo facessi nemmeno io. Questa è la seconda cosa: non arrendersi mai.

Ho fatto per anni fisioterapia, con sforzi e sacrifici enormi per una bambina; a volte piangevo per il dolore e la stanchezza, ma continuavo a tenere duro, stringevo i denti e andavo avanti con gli esercizi. Questo mi ha fortificato grandemente il carattere, anche se mi ha tolto forse parte della mia infanzia. Dopo alcuni interventi chirurgici finalizzati a risolvere la lussazione dell’anca, ho subito la terribile delusione dell’insuccesso che mi ha costretto ad usare la sedia a rotelle, dovendo evitare di caricare il peso sulle anche. Questa è la terza cosa: accettare la nuova condizione.

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